Tra gli innumerevoli meriti che di soliti mi vengono riconosciuti (eterna pigrona, incommensurabile rompiballe, ripetitiva ossessiva, insopportabile chiacchierona, infaticabile collezionista di figuracce), spiccano quelli che, a quanto pare, solo altre due persone in tutto il mondo hanno, cioè la capacità di psicanalizzare le canzoni.
Ora, può sembrare assurdo, ma in sostanza funziona così: una canzone deve essere rigorosamente d'amore, l'amore deve essere sinonimo di tormento, la tristezza incombe, il magone allo stomaco pure. Criteri imprescindibili. Dopodichè, individuata la canzone, si ascolta fino alla nausea, e si analizzano i più piccoli dettagli, per sondare l'animo dell'autore e i significati profondi. Insomma, uno spasso.
Essendo questo un blog d'amore, ed essendo io la vostra consulente sentimentale preferita, come già avete potuto vedere leggendo due vecchi post ( Ascoltiamo le canzoni d'amore! e Ma quanto è buona la minestra riscaldata!), ho deciso di somministrare anche a voi, periodicamente, una buona dose di sana psicologia della canzone, cosa che ci permetterà di approfondire anche un tema particolare, rispetto alla canzone proposta. Attendo ovviamente le vostre playlist, numerose.
In mente ho solo canzoni di un triste! Mi dispiacerebbe perdere lettori propinando robine angosciose, ma più ci penso e più una canzone bella, profonda, con un buon argomento da ...